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Bottega del Vento — Le tre direzioni grafiche
*Documento di presentazione, 23 agosto 2026. Da leggere insieme alle tre anteprime navigabili.*
> Nota di collaudo: Bottega del Vento è un'attività di prova. Nomi, itinerari, prezzi e recapiti che
> vedete nelle anteprime sono inventati e servono solo a far vedere come si comporta il design con
> del contenuto vero addosso.
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In due righe
Avete approvato la base: siete la guida alla Val di Chiana in bici elettrica, con la scoperta dei
borghi al centro e la cura tecnica che toglie ogni motivo di esitare. Quella base — l'archetipo, i
colori, i caratteri, l'ordine delle sezioni — da qui in poi non si tocca più. Quello che vi
chiediamo di scegliere adesso è una cosa sola: come sta in piedi la pagina.
Tre direzioni, stesso marchio, tre modi diversi di occupare lo schermo. Non c'è una risposta giusta:
c'è quella che somiglia di più a come volete essere visti.
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Da dove siamo partiti
Ci avete indicato un sito di riferimento — marketinghackers.it — con una nota precisa:
*"pulizia, molto bianco, tipografia decisa"*.
Siamo andati a guardarlo davvero, non a memoria: ne abbiamo fatto la fotografia della pagina intera,
da computer e da telefono, e le trovate allegate. Poi abbiamo misurato cosa lo rende così pulito, e
abbiamo deciso pezzo per pezzo cosa prendere e cosa no.
Cosa abbiamo preso: il bianco come colore dominante, tantissima aria intorno al testo, un solo
colore acceso in tutta la pagina usato solo dove si compra, titoli grandi e sicuri di sé.
Cosa abbiamo lasciato lì: il carattere. Quel sito usa un bastone geometrico molto tecnologico,
giusto per chi vende software. Voi vendete una giornata in mezzo ai cipressi, e la serif che abbiamo
approvato insieme ha una voce completamente diversa. Abbiamo lasciato anche il fatto che lì è tutto
centrato: due delle tre direzioni allineano a sinistra, perché il centrato sistematico è la firma di
quel sito, non la vostra.
Il risultato deve assomigliargli nel respiro e non assomigliargli affatto nella voce. Guardandoli
affiancati si vede che è così.
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Una cosa che dobbiamo dirvi subito: le fotografie
Al momento non abbiamo nessuna vostra fotografia. Né della bottega, né delle bici, né delle
strade bianche.
Potevamo comprare foto di repertorio o farne generare di finte. Non l'abbiamo fatto, e non lo faremo:
una foto di repertorio di un ciclista che non siete voi, su una strada che non è la vostra, la
riconoscono tutti e vi fa sembrare esattamente il noleggio anonimo da cui volete distinguervi.
Quindi le tre anteprime non usano fotografie. Tutto il peso lo portano il carattere, i filetti,
le campiture di colore e dei disegni fatti a mano in vettoriale — le colline e i cipressi della
direzione B, per esempio, sono disegnati, e si vede che sono un disegno. È una scelta onesta: un
disegno non finge di essere una fotografia.
Cosa vi chiediamo: prima di costruire il sito, mandateci foto vere. Anche fatte col telefono, ma
vostre. Il design regge benissimo anche senza, ma la direzione B è quella che guadagnerebbe di più il
giorno in cui arriva una fotografia vera della strada bianca all'alba.
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Le tre direzioni
A — Diario di strada
L'idea: la pagina è un taccuino da viaggio rilegato. A sinistra una colonna stretta con le note
di margine — dove siamo, la stagione, quanti chilometri fa la batteria, il telefono — separata dal
testo da una linea sottilissima. Quella linea non finisce con la prima schermata: scende lungo
tutta la pagina e diventa il bordo di ogni blocco successivo. Gli itinerari non sono riquadri
colorati: sono schede tecniche con i numeri incolonnati, come una carta topografica.
Che effetto fa: competenza tranquilla. Trasmette che avete preso appunti, che i chilometri li
avete contati, che il dislivello lo sapete davvero.
A chi parla meglio: a chi legge prima di decidere. Le coppie che confrontano tre offerte la sera
prima, con calma.
Cosa costa: è la direzione più silenziosa delle tre. Non fa nessun colpo di scena. Se il vostro
problema è farvi notare in mezzo a molti concorrenti, non è questa.
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B — Il crinale
L'idea: la prima schermata è tagliata in due da un profilo di colline, con i cipressi in
controluce sopra. E la frase che avete approvato attraversa l'orizzonte: *"Pedali fra i borghi."*
sta nel cielo, *"La salita la fa la bici."* sta nella terra, scritta in chiaro sul verde. È una
frase sola, spezzata dalla linea del paesaggio.
Quella stessa linea di collina è anche il modo in cui la pagina cambia colore più in basso: ogni
volta che si passa dal bianco al verde, si passa da un crinale. La curva non è mai un decoro messo
lì: è sempre un confine.
Che effetto fa: è la più emotiva delle tre. Fa vedere il posto prima di spiegarlo.
A chi parla meglio: a chi sta ancora sognando la vacanza e non ha ancora deciso cosa fare.
È anche la direzione che funziona meglio su Instagram e nelle condivisioni.
Cosa costa: è la più "d'atmosfera", quindi anche quella che chiede più disciplina nei contenuti —
se i testi diventano lunghi e generici, l'atmosfera si sgonfia. Ed è quella che chiede più
insistentemente delle fotografie vere, prima o poi.
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C — Il banco della bottega
L'idea: lo schermo è diviso in due per sempre. A sinistra, un pannello verde che non scorre
mai: c'è il vostro nome, la promessa, il bottone per prenotare e il numero di telefono. A destra
scorre tutto il resto — le certezze, gli itinerari, i prezzi.
Non è un menù laterale. È una persona ferma dietro il bancone mentre il cliente gira per il negozio.
Chi legge non perde mai di vista né il bottone né il numero, per tutta la pagina. Che è esattamente
il motivo per cui non servono finestrelle che saltano fuori o barrette appiccicate in fondo: la
rassicurazione è nella struttura, non in un promemoria fastidioso.
Che effetto fa: presidio. Dice "c'è qualcuno" senza doverlo scrivere.
A chi parla meglio: a chi ha paura di restare a piedi. È la direzione che risponde meglio
all'obiezione vera — *"e se succede qualcosa in mezzo alla campagna?"*.
Cosa costa: cede il 38% dello schermo a un pannello fisso. È tanto spazio tolto agli itinerari e
alle foto. Se un domani il sito diventa soprattutto un catalogo visivo di percorsi, questo layout
sta stretto.
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Cosa NON abbiamo fatto, e perché
Vale la pena dirlo, perché è metà del lavoro.
- Niente riquadri con l'ombra. Sono la firma dei siti fatti col modello preconfezionato. La
profondità qui arriva da linee sottili, campiture piene e una grana appena percettibile.
- Niente fotografie comprate né generate. Ne abbiamo parlato sopra.
- Niente griglia a tre colonne per ogni sezione. Ogni sezione ha una forma diversa dalla
precedente: se scorrete un'anteprima fino in fondo, non trovate mai due volte lo stesso blocco.
- Niente animazioni che fanno spettacolo e basta. Ogni cosa che si muove diventa poi una parte
della pagina: la linea diventa un bordo, la collina diventa un confine, il pannello contiene il
bottone. Se un movimento non serve a costruire qualcosa, l'abbiamo tolto.
- Un solo colore acceso. Il terracotta compare solo dove si prenota. Se lo usassimo anche
altrove, smetterebbe di voler dire "qui si compra".
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Sui colori: una nota sulla leggibilità
I contrasti li abbiamo verificati con lo standard internazionale di accessibilità. Il testo nero su
fondo bianco calce e il testo chiaro sul verde cipresso stanno abbondantemente sopra la soglia
richiesta, il che significa che si leggono anche con poca luce, su uno schermo al sole, o con una
vista non perfetta — che riguarda circa una persona su dodici, e nel vostro pubblico fra i 30 e i 60
anni è una quota che conta.
Un vincolo che ci siamo dati: il terracotta è bellissimo ma su fondo chiaro è un colore delicato.
Lo usiamo sui bottoni (dove il testo è bianco e grande) e sulle etichettine in maiuscoletto,
mai per un paragrafo da leggere. È il motivo per cui nelle anteprime non vedete testo arancione
in mezzo ai testi.
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Cosa succede dopo che scegliete
1. Voi scegliete una direzione (e potete dirci "la B, ma con i bottoni squadrati della A": i
dettagli si mescolano, è normale).
2. Noi scriviamo tutti i testi delle tre pagine — Home, Tour e Noleggio, Contatti — nella voce che
abbiamo approvato: frasi brevi, numeri detti per intero, niente "esperienza indimenticabile".
3. Vi facciamo vedere la home vera, non un'anteprima.
4. Costruiamo il resto.
Una cosa importante da sapere adesso. Dal momento in cui approvate una direzione, il marchio è
congelato: colori, caratteri e impianto non si rimettono in discussione. Da lì in poi si aggiustano
liberamente i testi, gli spazi, l'ordine di una sezione. Se invece più avanti dovesse servire
cambiare il colore principale o l'impianto della pagina, si può fare — ma vuol dire tornare a questo
punto qui, e il lavoro di scrittura fatto nel frattempo va rifatto. Ve lo diremmo prima di toccare
qualsiasi cosa, mai dopo.
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Tre domande a voi
1. Le fotografie: ne avete? Anche poche, anche fatte col telefono. Cambia parecchio, soprattutto
se scegliete la B.
2. Il modulo di prenotazione: da come ne avete parlato, è una richiesta — il cliente manda
data e numero di bici, voi confermate, si paga in bottega. Confermate? Se invece volete incassare
online cambia il numero di campi e servono le condizioni di cancellazione scritte.
3. La mappa nei Contatti: l'abbiamo prevista come immagine, non come mappa interattiva. Una mappa
interattiva di Google porta con sé il banner dei cookie e tutta la parte di consenso. Va bene
l'immagine con le indicazioni scritte?
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Registro delle revisioni
| Versione | Data | Cosa è cambiato | Su richiesta di |
|---|---|---|---|
| v1 | 2026-08-23 | Prima presentazione: tre direzioni compositive sulla base approvata in discovery | — |

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